17/06/2011
Dopo la notte...
E’ finalmente arrivata l’estate. O almeno questo è quello che noi pensiamo e ci aspettiamo che sia.
Ho la gola asciutta, fa caldo e la finestra è aperta. Fuori non vedo lo stesso paesaggio di due anni fa, non ci sono più gli stessi odori, gli stessi rumori... nemmeno un cane che abbaia.
Fuori non c’è più una piccola zona industriale di un piccolo paese di campagna della Provincia di Milano. Ora c’è direttamente il traffico, i mezzi pubblici, la confusione della gente che corre qua e la all’impazzata, i clacson di automobilisti infuriati, le sirene delle ambulanze del vicino ospedale... non possiamo sbagliare, quello che ci appare è un pezzo di città.
Fortunatamente il mio ufficio affaccia sul parco di fronte, se dalla mia scrivania mi perdo con lo sguardo e guardo fuori, in lontananza si vedono le montagne ancora innevate, e poi ancora palazzi che spuntano al di là degli alberi e così via.
Oggi è venerdì e nonostante avessi un sacco di cose da fare, ho trovato un pò di tempo per me, per perdermi come al solito nei miei viaggi, alla ricerca chissà poi di cosa.
Mi convinco sempre di più che quelle che scrivo siano solo parole. Semplici accostamenti di frasi che comunque servano a ben poco...
Inizia un nuovo week-end come amano definirlo i colleghi, io ho poco da essere felice o contenta, sono finiti i fine settimana quando a casa ci rimanevo davvero poco, quando avevo sempre un sacco di cose da fare e facevo avanti ed indietro con la macchina... Vorrei tornare ad avere un pò di spensieratezza di quando avevo 19 anni, di quando tutto doveva ancora venire, di quando avevo la consapevolezza che la vita era appena iniziata e che avrei potuto fare tutto quello che volevo; senza limiti, senza confini...
A distanza di anni mi ritrovo ai trenta come appena svegliata da un incubo, a dover fare i conti con tutte le difficoltà che ne susseguono, compresa la paura di richiudere gli occhi e la speranza che passi presto la notte e si inizino a rivedere le prime luci del mattino.
Vorrei per un attimo riuscire a chiudere nuovamente gli occhi e provare quelle strane sensazioni che tutto ciò che si vuole si possa realizzare, che quello che è successo si possa cancellare, che le difficoltà, le incomprensioni, l'indifferenza vengano spazzate in un soffio dalla pazienza del leone.
Vorrei essere un pesciolino rosso in questo momento... nuotare libero e felice nella mia grande vaschetta di acqua pulita, mangiare alla stessa ora tutti i giorni, giocherellare facendo bolle con l'ossigeno, capriole e giri della morte nell'acqua... Vorrei poter credere per un attimo come lui che niente di meglio ci sia fuori dal mio acquario, che niente e nessuno possa mai volermi del male, che i faccioni deformati dal vetro che vedo si divertano a vedermi nuotare... e poi... se pur dovessi avere un compagno e dividere lo spazio, dovrei essere proprio uno sfigato da trovarlo stronzo, ma tanto stronzo da uccidermi.
11:44
Scritto da: giada-13
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