07/03/2011
Una sera di Marzo
Una sera di marzo per caso ricapito qui nelle mie terre e non posso far altro che perdermi in quelle parole che ho scritto e che fanno male...
Una sera di marzo, non fa altro che farmi tornare il ricordo di quando un anno fa tutto era da poco cominciato... ed ancora io avevo quella capacità di sentirmi grande e importante, quella sensazione di aver capito tutto e soprattutto in quale direzione volessi andare.
Una sera di marzo, mi ritrovo qui, col sole che è appena tramontato a chiedermi cosa è successo, a fare i conti con le ferite da leccarmi, a rialzarmi e rassicurare gli altri, ma per prima me, che è ora di rimboccarsi le mani ed andare avanti.
Una sera di marzo, col profumo della primavera che incombe e l'aria frizzante che mi investe, mi fa ascoltare e vedere sotto una'ltro punto di vista la città... quanto la invidio... la gente, la confusione e tutti corrono chissà dove e sanno sempre dove andare.
Una sera di marzo, ancora una volta da sola, mi apre la mente e la mette in comunicazione direttamente con il cuore... era da tempo che non si confrontavano e ora che si sono ritrovati ne hanno di cose da dirsi. Per esempio, la prima rimprovera all'altro di voler agire sempre a ritmo del suo battito, di non razionalizzare mai ogni cosa e vederla sotto tutti gli aspetti prima di agire o di prendere una decisione. Quell'altro invece gli inveisce contro dicendole di lasciarsi andare qualche volta e di godersi la vita così come viene... è uno spasso sentirli a confronto, vedere uno come riesce ad incolpare l'altro di quello che è successo e viceversa...
Una sera di marzo non basta far finta di essere felice, pensare al passato ed asciugarsi una lacrima per poi rimanere indifferenti al futuro.
Una sera di marzo, quando tutte le parole ti escono senza nemmeno volerlo, quando è come voler parlare con qualcuno e non avere nessuno che ti ascolta, quando sentirsi persi, soli e stanchi non basta, e ci si accorge che si può anche peggiorare, che il fondo non è ancora stato toccato...
Una sera di marzo, che mi ha sempre fatto venire la voglia di evadere, di andare, di correre lontano per poi tornare indietro, l'afferrare per poi allentare, il sentir caldo per poi ricordarsi di quanto faccia freddo.
Una sera di marzo, quando guardando fuori dalla finestra ti rendi conto che il giorno si sta allungando, che forse l'inverno stai per lasciartelo alle spalle, che con un'ora di luce in più non ci guadagni nulla, se non farti i problemi perchè ti sembra di uscire troppo presto dal lavoro quando fuori è ancora chiaro...
Una sera di marzo, quando per caso guardi l'orologio e dici: "Cazzo, sono già le otto, devo cucinare!"
19/11/2010
Tempi lontani
Mi ricordo di tempi lontani, mi ricordo di momenti felici, mi sforzo di ripensare a te, ma non riesco.
Dovrei lavorare, vorrei scrivere, vorrei non pensare, ma immancabilmente faccio una fatica incredibile a tenere insieme tutte le idee che mi ronzano nella testa, tutti i pensieri che circolano vorticosamente dentro, cercando di esplodere all’esterno.
Non serve fermarmi, non serve far finta di niente per star meglio.
Passa il tempo e lo fa velocemente senza far sconti a nessuno, mi ritrovo ora in questa stanza chiusa pronta a volare via non appena si verifichi l’occasione.
Non servono amici, non servono parole, non servono false facce in situazioni di circostanza... è così bello essere se stessi e farlo coerentemente in ogni occasione... certo è difficile, molto più che comportarsi male, che sfruttare situazioni di convenienza o riavvicinamenti solo al momento del bisogno.
Quanto tempo dovrà passare ancora? E quanti pensieri confusi avrò?
09:31
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16/11/2010
La mia finestra sul Mondo
E’ stupido lo so, ma come rimanere indifferenti a quello che è successo. Sono rimasta senza parole per un paio di giorni, ma oggi ho deciso di parlare, il mondo deve sapere. Si meritano più di un mio pensiero, credo sia giusto sprecare in loro onore qualche semplice parola... Non è giusto mandarli in prepensionamento (soprattutto non voluto!) come se niente fosse, liquidare il loro umile servizio e la loro fedeltà per più di 15 anni... 16 per l’esattezza.
È a loro che in questo momento mi rivolgo, loro che che non ci sono più, e che già mi mancano tanto...
Come posso dimenticarli, proprio loro che sono nati per stare con me, giorno dopo giorno mi hanno accompagnato durante verifiche e compiti in classe al liceo, sono rimasti com me nel bel mezzo di una copia dal vero all’Accademia e pure nelle giornate più intense, più stressanti e difficili al lavoro non si sono mai tirati indietro!
Loro che sono stati miei complici all’esame di maturità, loro che hanno letto con me milioni di pagine, loro che hanno studiato e fatto l’alba per aiutarmi a finire una tavola di architettura... loro che hanno assistito all’esame scritto della patente, loro che sapevano non farmi mai girar la testa...
Loro che con me non si sono mai presi troppo spazio o troppa libertà, loro che mi hanno sempre fatto mettere a fuoco i veri aspetti della vita, che mi hanno fatto guardare in faccia gli altri per come davvero sono...
Loro che hanno assistito alla mia digitalizzazione, che sussultavano ogni qualvolta qualcosa faceva storcermi il naso, compresa la tecnologia... loro che erano presenti nei miei viaggi studi, ma mai a feste importanti, cerimonie o quant’altro, loro che non si sono mai fatti fotografare con me e che ora non mi resta niente di loro se non tanti caldi ricordo.
Loro che in tutti questi anni qualche volta ho trattato male prestandogli poca attenzione, trattandoli con superficialità, ma così resistenti da non farsi mai del male se non qualche graffio superficiale, troppe volte li ho laciati cadere per poi subito farli rialzare...
Loro che non mi hanno mai fatto regredire o permesso di peggiorare, loro che mi hanno mantenuto sempre allo stesso livello... loro che hanno sofferto e fatto fatica per me, regalandomi un po’ di benessere. Loro che mi hanno aiutato a riposare, a non stancarmi...
Loro che appena usciti, tanti anni fa erano all’ultimo grido, ma che oggi dopo tanto tempo ancora si difendevano bene donandomi quel tocco di passato ed originalità che mi hanno sempre contraddistinta.
Loro che non ho mai tradito, loro che hanno sofferto con me, loro che per primi si sono bagnati alle mie lacrime nei momenti peggiori di questi ultimi anni...
Loro che in tutto questo tempo hanno traslocato con me 3 volte, cambiato 4 lavori, 2 uomini... e 1 solo astuccio. Loro che ad ogni visita in cui mi hanno accompagnata, hanno sempre superato alla grande ogni esame... loro che mi hanno affiancato nei migliori anni della mia vita... loro che non hanno mai chiesto indietro niente...
Ebbene, faccio fatica ad ammettere che è tutta colpa mia, tutto questo non fa altro che causarmi ancor più dolore: sono stata capace di investirli con la macchina e passargli sopra non una, ma ben due volte.
Loro che anche in questa situazione hanno fatto silenzio comportandosi da veri duri, da quelli che si deformano, ma non si spezzano! Quelli che restano sempre tutti d’un pezzo.... Quelli alla quale ho spezzato in mille pezzi il cuore, lasciando a terra solo solo un mucchio di vetrini e una lamiera inanime...
Loro che hanno vissuto per tutta la vita sentendosi chiamare "gli ugiai"... ma che dentro erano e rimarranno sempre e comunque " 'e 'lend..."
Quel giorno con loro, si sono portati via anche un pezzo di me...
09:14
Scritto da: giada-13
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12/11/2010
Le Estati della vita
Quante parole avrò scritto nella mia vita? Quante pagine riempite, quanti quaderni consumati? Quanti attimi di vita impressi e che non saranno mai dimenticati e poi invece quanti altri ne ho lasciati andare, sono trascorsi per non tornare mai più.
Oggi è lunedì e siamo nella tarda mattinata di una tiepida giornata di fine aprile, questa mattina pioveva, ma ora il cielo si è aperto lasciando intrevedere un pò di sole. Eccoci giunti nuovamente alla fine di aprile, tra pochissimo ci ritroveremo a metà anno... Ecco che ho trent’anni... che insofferenza se penso al tempo passato e alle cose che ho fatto. Mi sembra ieri che ero una ragazzina e mi divertivo a prepararmi la sera per uscire con le mie amiche nelle calde serate d’estate... Cosa ho fatto negli ultimi 15 anni?? Il tempo è passato così infretta che quasi nemmeno me ne sono accorta!
Ieri sistemando un pò ho trovato un mio vecchio diario di 13 anni fa e rileggerlo non ha fatto altro che catapultarmi nell’estate ’97, quando avevo 17 anni... quanti ricordi, quante emozioni, quanti cambiamenti che ho avuto in questi anni... Ragionavo proprio da ragazzina e credo di averlo fatto fino a poco tempo fa.
Girando le pagine sfogliavo la mia vita che scorreva davanti alla mia mante in quelle righe... episodi che avevo messo da parte, ma che in un attimo sono torate ad accendersi eprender vita, rivivendole dentro di me. La prima cosa che mi salta in mente è che avevo le idee molto confuse, mi accendevo in un attimo infatuandomi alla cieca di ragazzi “impossibili”... ma chi non l’ha fatto? Tutti pensieri ingenui di un’età difficile e critica.
Ero ancora felice in quel periodo, tutto doveva ancora succedere o stava inziando. Io vivevo ancora nel mio bel mondo delle favole, ma da lì a poco avrei inziato a fare i conti con la cruda realtà.
Quanti momenti spensierati, quante lacrime e sofferenze versate inutilmente e senza veri motivi... quanto vorrei poter tornare indietro per rivivere certi momenti con la maturità di ora!
Quanti ricordi di estati ognuno di noi si porta dentro? Magari sono solo ricordi confusi e senza senso, ma poi un piccolo particolare e via... si inizia a fantasticare ad occhi aperti e cominciano a venirci in mente cose che avevamo praticamente rimosso, ma che ora quasi per magia tornano e con loro pure un sacco di nostalgia...
Ricordo la prima bevuta “alla libertà”, durante le vacanze di Pasqua...Quando ogni scusa era un’occasione per brindare. Dove con 2 tazzine da caffè e il lettone di mezzo facevano da scenario ad una triste serata... Credo che ad uno ad uno, abbiamo bevuto alla salute di tutti quelli che conoscevamo...Siamo riuscite a finirci in due una bottiglia di Vov e una di j.Daniels... e poi alla fine oltre a cercare di camminare dritta senza spaccare niente ho dovuto rimettere tutto a posto, spegnere la luce e mettermi nel letto... Ancora ora non mi spiego come ho fatto a non rompere la vetrinetta quando appoggiandoci sopra le bottiglie sono andata a fondo troppo forte... non capisco come ho fatto a trovare la forza di sentirti lamentare tutta notte e sbattere le mani alla testiera del letto... o ancora chi mi ha dato il coraggio di prendere le lenzuola sporghe ed appoggiarle in un angolo della stanza... Ma soprattutto, il meglio di me che ho tirato fuori il giorno dopo quando avevi lo stomaco bucato, le occhiaie ed un mal di testa incredibile, cercare di convencere la “Pennetta”, che a farti stare male era stata la pizzatta presa da Birilla....
E poi cos’è successo? Ci ritroviamo adesso, dopo quasi 15 anni... la descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano, perchè? Sarebbe bello ricostruire tutte le pagine della propria vita...
10:12
Scritto da: giada-13
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10/11/2010
Il CDA
A volte capita di fermarmi a pensare e tirare un pò le somme sull’andamento di questa piccola società per azioni che ho dentro, indicendo tra me e me un bel CDA (consiglio di amministrazione) dove la presenza è inderogabile, il presidente è la mente, il vice il cuore e l’amministratore delegato o facente funzione il destino. Ordine del giorno il seguente: “Analizzare il passato guardando al futuro”.
Solitamente le persone normali questa breve analisi sull’andamento la fanno in concomitanza con la fine e l’inizio del nuovo anno, proponendosi un sacco di interessanti aspettative per il nuovo anno che è alle porte e deve incominciare.
Io sicuramente non sono una persona normale, quindi ci arrivo sempre un attimo dopo perchè saranno le feste di Natale, sarà quell’aria di gioiosa e felicità che ci circonda, saranno gli impegni di correre a cercare gli ultimi regali, l’organizzarsi per il cenone, sarà il gelido freddo invernale che mi blocca l’attività celebrale, ma in quei giorni il mio cervello sembra non voler pensare al futuro...proprio non riesco a fare il punto della situazione...è più forte di me, mi viene proprio l’orticaria...
Sono un pò come come gli orientali, mi piace festeggiare il nuovo anno intorno a febbraio, quindi in concomitanza con il mio compleanno, forse perchè non c’è periodo migliore per tirare i remi in barca e pensare al vissuto in direzione del futuro al passare nuovamente dal “Via” con un anno in più.
E quindi, diamo inizio alla riunione e cominciamo con l’analizzare i dati e procedendo secondo i punti:
Punto 1. Consuntivo anno 2009: Bilancio della situazione.
Ho trent’anni compiuti da poco, nessun figlio, un sacco di errori alle spalle, scelte sbagliate o andate male che pesano e condizionano, un impegno idissolubile sciolto o quasi, uno stato mentale confuso, un mutuo di vent’un anni da pagare, un lavoro di dieci anni liquidato con otto mesi di disoccupazione ed integrato con un contratto a termine di un anno, una casa da vendere svalutata con la crisi ed acquistata nel boom immobiliare, legami parentali invisibili e nella maggior parte delle ipotesi inesistenti, una vita sociale interessante, ma clandestina.
Punto 2. Preventivo anno 2010 : Aspettative ed obiettivi.
Per per il futuro? Un grosso punto di domanda in fronte. Vivo alla giornata preoccupandomi di riuscire ad arrivare a sera possibilmente il meno stanca possibile!
Se qualche anno fa avessi pensato a me oggi, mi sarei sicuramente vista felice, con un lavoro appagante, ma part-time, con una bella casetta su due piani ed una famiglia sana e divertente... mi sarei vista circondata dai cuoricini e vivendo tra le nuvole tipo famiglia del mulino bianco, dove il sogno continua anche dopo essersi svegliati e si prosegue nella favola.
Ci sono domande? .... anche per quest’anno il Consiglio è sciolto.
09:10
Scritto da: giada-13
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04/11/2010
Gli Altri...
- Perchè scrivi? - E' questa principalmente la domanda che mi pongono gli altri. Difficile dover spiegare che a volte trovarsi di fronte ad uno sguardo insistente e bisognoso di risposte, può creare imbarazzo o semplicemente bloccare.
Spesso per parlare e riuscire ad aprirsi ci vogliono più di quei due minuti che gli altri possono dedicarti, ci vuole fiducia e stima reciproca, non ci si improvvisa amici in un attimo...
In questi anni ho capito che ci si può fidare di pochissime persone e spesso sono proprio quelle più lontane o impensabili a riuscire a darti consigli lucidi e distaccati dalla situazione. Spesso troppe parole non servono quando sono i fatti a parlare...
Ciò che più dispiace è proprio il sapere che basterebbe un niente, basterebbero un pò di umiltà e sincerità in più, senza troppe parole a semplificare il tutto... cose che gli altri difficilmente capiscono.
A volte è difficile identificare gli altri dalle persone vicine, perchè è facile nascondersi nella massa, insieme si è più forti e seguire una decisione presa da qualcunaltro è sicuramente più semplice e meno impegnativo, ma non sempre è la cosa giusta.
Io non faccio parte degli altri, io sono qui, la stessa che sono sempre stata, una dei pochi capace di pensare con la propria testa e se pur diffidente non falsa, non doppia... e sempre disponibile a tendere una mano.
Basterebbe poco per lasciarsi gli altri alle spalle, si vive ugualmente, si lavora, ci si diverte e forse si vive di più!
01/11/2010
Scrivere...
Credo di aver avuto un dono, quello di dover comunicare agli altri qulcosa,trasmettere emozioni... Ho inziato attraverso le immagini, con l'arte, ma era troppo complicato e dispendioso di tempo, ma soprattutto mi innervosiva quando qualcosa che volevo rappresentare e che appariva limpido nella mia mente, poi non veniva come dicevo.
La vita è passata e le cose sono cambiate e con loro anche il mio modo di esprimermi... Ho capito che con le parole potevo conquistare il Mondo e tutto ciò che conteneva, ma per poi accorgermi che spesso non trovano l'effetto che avevo desiderato.
Ho cercato di "parlare" con gli occhi, con lo sguardo, perchè spesso i gesti fanno più rumore i mille parole gridate, ma non c'era cosa peggiore di qualcuno che non è capace di sentire...
Infine, ho capito che la cosa migliore fosse scrivere, proprio per poter regalare a chi davvero fosse interessato un momento di unicità e pieno d'intensità che ho dentro, con la speranza che possa far nascere in ognuno il desiderio e la voglia di raccontarsi, di raccontare attimi di vita che possano essere ricordati...
Scrivere è quindi la cosa che meglio so fare, scrivere è la mia arte, la poesia della mia mente ed il battito del mio cuore che suonavano insieme come una penna che danza e scivola su un foglio senza fermarsi mai...
10:28
Scritto da: giada-13
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