13/12/2010

1998

Il 1998 è stato per me un anno abbastanza particolare, sono caduta da cavallo spaccandomi il polso e facendomi male alla mandibola, sono diventata maggiorenne, ho finito il liceo, ho fatto affrontato la tanta sofferta maturità, ho preso la patente, ho comprato la mia prima macchina con l’aiuto di papà e dei soldi che da quando ero nata mio nonno ogni tanto mi regalava, mi sono iscritta all’università con tantissimi progetti e sogni di una ragazza della mia età, affrontavo a testa alta la vita.

Non ricordo (o forse ho appositamente rimosso) precisamente quando ci è arrivata la notizia che papà non stava bene e che doveva combattere contro un male incurabile, probabilmente fine 1997. I miei mi hanno fatta crescere in un mondo ovattato dove i buoni vincono sempre e i cattivi vengono sconfitti, dove le cose giuste ti fanno andare in paradiso e le bugie all’inferno, dove non bisgona mai dubitare del prossimo, ma se mai aiutarlo, dove la speranza e l’ottimismo devo essere punti saldi della vita di ogni ragazzo, dove i sogni e la fantisia siano il trampolino di lancio e il punto di partenza di ognuno di noi.

Malattie come il Cancro ed il tumore erano ancora poco conosciute e quasi parole tabù da pronunciare in quegli anni, anche se già iniziavano a farsi strada per diventare “il male del secolo”, io nella mia ignoranza e col sorriso sulle labbra rimasi convinta fino alla fine che tutto si sarebbe sistemato, che non poteva certamente succedere una cosa così brutta che io e le mie sorelle eravamo ancora troppo piccole, che mia madre era troppo giovane per perdere una persona cara e tutte queste stupide convinzioni mi facevano rimanere aggrappata ad un filo di speranza che da lì a nemmeno un anno si spensero definitivamente cambiando per sempre la mia vita.

Il 1998 è anche l’anno in cui persi il mio nonnino, la prima persona cara che mi lasciava, il pezzo di cuore a staccarsi ed a smettere di battere insieme a lui, il primo vuoto incolmabile della mia vita che nessuno più è riuscito a riempire.

In quell’anno nonostante tutto ho comunque continuato a sognare, e fantasticare... ma il giorno del risveglio e nel quale ho iniziato a vivere sarebbe arrivato molto presto

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