06/12/2010
Rimpiangere di pentirsi.
Lunedì pomeriggio e con lui tutto lo stress e l’ansia di un inizio settima sotto un cielo variabile ed all’insegna di un traffico in delirio. La mente non può far altro che volare e pensare alle mille cose di cui bisogna occuparsi, cercando di non dimenticare niente e risolvere tutto entro le scadenze.
Rientrare al lavoro dopo qualche giorno di malattia, è stato come rientrare dalle ferie estive: milioni di mail da leggere, fatture da registrare, preventivi ed ordini da spedire... un pò come se il Mondo si fosse fermato ad aspettarmi. Come fossi indispensabile, come se senza di me potesse spezzarsi un anello importante e fermare la catena... Tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile, questo è ciò che ho imparato in 10 anni di lavoro.
Ma è davvero così complicato tornare e riabbituarsi al ritmo di concentrazione che bisogna avere. Soprattutto ora, quando la mente vola e il pensiero se ne va e si posa su ciò che di più fragile porto dentro, sull’unico vero sentimento che non passerà mai, quel distacco dovuto, ma da nessuno ancora accettato.
Per questo che a volte mi domando se sia meglio essere tristi, oppure sapere e vedere, senza poter far nulla che le persone che abitano il nostro cuore non siano felici.
Ho sempre creduto che per me sia più semplice sacrificarmi e quindi in qualche modo “subire” i miei stati d’animo regalando sempre agli altri, pittosto che pensare solo a me e fottermene degli altri... non sono capace ed anche se lo vorrei, alla fine poi finisco col non pensare a quello che sia meglio per me, ma di riuscire ad accontentare il bene più grande che ho.
Io credo che l’unica cosa importante sia aver ben chiaro in mente le priorità... quante volte l’ho sentita questa frase? E quante volte me la sono ripetuta nella mente per convincermi di quel che facevo...
Ora mi chiedo quali siano le mie ed aspettando che nella mia vita cambi qualcosa, mi domando se mai saprò quello che vorrò veramente, se prima o poi la finirò di prendere la vita di petto, comportandomi impulsivamente. Tantissimi anni fa avevo letto da qualche parte: “Meglio pentirsi che rimpiangere di non aver fatto” e di questa filosofia, ne ho fatto il mio motto.
Oggi mi pento, quando avrei preferito rimpiangere di non fare, ma ho fatto. Non è sempre buono dimostrare qualcosa, spesso bisogna riuscire ad imparare dagli errori degli altri, ma se non ci bruciamo e non ci fasciamo la testa, difficilmente ci resta la cicatrice.
Qualcuno da piccola mi ha detto che: “è dagli errori che si impara!”, benissimo, quante altre volte dovrò sbagliare?
13:31
Scritto da: giada-13
in blog life | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: pentirsi, rimpiangere | OKNOtizie |
Facebook

Scrivi un commento