24/11/2010

Dove abita il cuore

Basta davvero poco, un paio di giorni, un pò di sole, qualche spicciolo, un motorino e tanta voglia di vivere per divertirsi e rilassarsi girando il Mondo.

Posti incantevoli, scorci magigi e guardie mediche dietro l'angolo... salite, discese, mangiate e nuotate per questa fine di maggio improvvisamente calda.

Come dimenticare la prima di una lunga serie di avventure... augurandoci che questo sia solo l'inizio.

 

14:36 Scritto da: giada-13 in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cuore, pensieri, ricordi, attimi | OKNOtizie |  Facebook

22/11/2010

Parole, Parole ed ancora Parole...

Quante parole inutili diciamo in una giornata? Quante ne gridiamo, quante ne vomitiamo addosso a chi ci sta vicino, a chi ci vuole bene...E poi, quando davvero ci sarebbe bisogno di parlare non facciamo altro che rimanere zitti... Cosa succede nella nostra mente? Qual è il meccanismo che scatta e ci fa comportare assurdamente.

A volte mi capita di scrivere all’impazzata e premere i tasti come se ci fosse qualcun’altro a dettarmi. Scrivo, scrivo e non mi fermo, non prendo fiato, non faccio pause fino a quando non porto a compimento qualcosa... spesso mi capita di rileggere quello che ho scritto dopo qualche tempo e mi sembra estraneo, quasi fosse impossibile che a scriverlo sia stata io.

Io credo che in quei casi, più che mai, è il mio cuore a parlare... è lui a scegliere cosa dire e come esprimermi, facendo in modo di farmi scoprire di più, di far emergere quella “profondità” che è dentro me e che tanto mi tengo stretta... Colui che riesce a farmi apparire fragile, stanca, delusa... Colui che non pùò fingere, che non può sorridere.

Spesso ci ritroviamo a dover consigliare agli altri come comportarsi, cosa dire... oppure semplicemente a spiegare come ci saremmo comportati noi in determinate situazionì. Ma è davvero così?

Io credo che dall’esterno siamo tutti bravi a parlare, ma alla fine rimaniamo una massa di buoni predicatori e basta. Chi può essere sicuro di quello che dice? Come si fa a sapere per certo come si sta in una determinata situazione o in un particolare stato d’animo?

L’aver passato nella propria vita situazioni simili, sicuramente aiuta a potersi indentificare ed immedesimarsi con chi ci sta vicino... a volte non siamo abbastanza sensibili a capire davvero quanto bisogno ha di noi la persona che ci è di fronte.

Io sono la prima a sbagliare ovviamente, ma non per distrazione e poca forza di volontà. Il mio è più un problema di dimostrare agli altri quello che ho dentro, quindi mi “vendo” come una persona fredda ed irremovibile, quando invece dentro sono un vulcano in esplosione di sensazioni, preoccupazioni ed accorgimenti per gli altri, soffrendo tanto dentro e non esternando le mie limitazioni.

Ed intano fuori un altro acquazzone scende, lavando via tutte le colpe e tutti rimpianti, confondendo la tristezza in un’unica grande sofferenza condivisa. Chissà perchè ho l’impressione che al di là del vetro ci sia un’altra persona affacciata a sentire il rumore dello scroscio infrangersi ovunque e a guardare  fuori dalla finestra chi invece il temporale lo vive in prima persona ed è costretto ad imbattersi all’improvviso scappando per ripararsi e per non bagnarsi completamente. Che poi a volte ci si sente bagnati più dentro che fuori...

19/11/2010

Tempi lontani

Mi ricordo di tempi lontani, mi ricordo di momenti felici, mi sforzo di ripensare a te, ma non riesco.

Dovrei lavorare, vorrei scrivere, vorrei non pensare, ma immancabilmente faccio una fatica incredibile a tenere insieme tutte le idee che mi ronzano nella testa, tutti i pensieri che circolano vorticosamente dentro, cercando di esplodere all’esterno.

Non serve fermarmi, non serve far finta di niente per star meglio.

Passa il tempo e lo fa velocemente senza far sconti a nessuno, mi ritrovo ora in questa stanza chiusa pronta a volare via non appena si verifichi l’occasione.

Non servono amici, non servono parole, non servono false facce  in situazioni di circostanza... è così bello essere se stessi e farlo coerentemente in ogni occasione... certo è difficile, molto più che comportarsi male, che sfruttare situazioni di convenienza o riavvicinamenti solo al momento del bisogno.

Quanto tempo dovrà passare ancora? E quanti pensieri confusi avrò?

16/11/2010

La mia finestra sul Mondo

E’ stupido lo so, ma come rimanere indifferenti a quello che è successo.  Sono rimasta senza parole per un paio di giorni, ma oggi ho deciso di parlare, il mondo deve sapere.  Si meritano più di un mio pensiero,  credo sia giusto sprecare in loro onore qualche semplice parola... Non è giusto mandarli in prepensionamento (soprattutto non voluto!) come se niente fosse,  liquidare il loro umile servizio e la loro fedeltà per più di 15 anni...  16 per l’esattezza.

È a loro che in questo momento mi rivolgo, loro che che non ci sono più, e che già mi mancano tanto...

Come posso dimenticarli, proprio loro che sono nati per stare con me, giorno dopo giorno mi hanno accompagnato durante verifiche e compiti in classe al liceo, sono rimasti com me nel bel mezzo di una copia dal vero all’Accademia e pure nelle giornate più intense, più stressanti e difficili al lavoro non si sono mai tirati indietro!

Loro che sono stati miei complici all’esame di maturità, loro che hanno letto con me milioni di pagine,  loro che hanno studiato e fatto l’alba per aiutarmi a finire una tavola di architettura... loro che hanno assistito all’esame scritto della patente, loro che sapevano non farmi mai girar la testa...

Loro che con me non si sono mai presi troppo spazio o troppa libertà,  loro che mi hanno sempre fatto mettere a fuoco i veri aspetti della vita, che mi hanno fatto guardare in faccia gli altri per come davvero sono...  

Loro che hanno assistito alla mia digitalizzazione, che sussultavano ogni qualvolta qualcosa faceva storcermi il naso, compresa la tecnologia... loro che erano presenti nei miei viaggi studi, ma mai a feste importanti, cerimonie o quant’altro, loro che non si sono mai fatti fotografare con me e che ora non mi resta niente di loro se non tanti caldi ricordo.

Loro che in tutti questi anni qualche volta ho trattato male prestandogli poca attenzione, trattandoli con superficialità, ma così resistenti da non farsi mai del male se non qualche graffio superficiale, troppe volte li ho laciati cadere per poi subito farli rialzare...

Loro che non mi hanno mai fatto regredire o permesso di peggiorare, loro che mi hanno mantenuto sempre allo stesso livello... loro che hanno sofferto e fatto fatica per me, regalandomi un po’ di benessere.  Loro che mi hanno aiutato a riposare, a non stancarmi...

Loro che appena usciti, tanti anni fa erano all’ultimo grido, ma che oggi dopo tanto tempo ancora si difendevano bene donandomi quel tocco di passato ed originalità che mi hanno sempre contraddistinta.

Loro che non ho mai tradito, loro che hanno sofferto con me, loro che per primi si sono bagnati alle mie lacrime nei momenti peggiori di questi ultimi anni...

Loro che in tutto questo tempo hanno traslocato con me 3 volte, cambiato 4 lavori, 2 uomini... e 1 solo astuccio. Loro che ad ogni visita in cui mi hanno accompagnata, hanno sempre superato alla grande ogni esame... loro che mi hanno affiancato nei migliori anni della mia vita... loro che non hanno mai chiesto indietro niente...

Ebbene, faccio  fatica ad ammettere che è tutta colpa mia, tutto questo non fa altro che causarmi ancor più dolore: sono stata capace di investirli con la macchina e passargli sopra non una, ma ben due volte.

Loro che anche in questa situazione hanno fatto silenzio comportandosi da veri duri, da quelli che si deformano, ma non si spezzano! Quelli che restano sempre tutti d’un pezzo.... Quelli alla quale ho spezzato in mille pezzi il cuore, lasciando a terra solo solo un mucchio di vetrini e una lamiera inanime...

Loro che hanno vissuto per tutta la vita  sentendosi chiamare "gli ugiai"... ma che dentro erano e rimarranno sempre e comunque " 'e 'lend..."

Quel giorno con loro, si sono portati via anche un pezzo di me...   

12/11/2010

Le Estati della vita

Quante parole avrò scritto nella mia vita? Quante pagine riempite, quanti quaderni consumati? Quanti attimi di vita impressi e che non saranno mai dimenticati e poi invece quanti altri ne ho lasciati andare, sono trascorsi per non tornare mai più.

Oggi è lunedì e siamo nella tarda mattinata di una tiepida giornata di fine aprile, questa mattina pioveva, ma ora il cielo si è aperto lasciando intrevedere un pò di sole. Eccoci giunti nuovamente alla fine di aprile, tra pochissimo ci ritroveremo a metà anno... Ecco che ho trent’anni... che insofferenza se penso al tempo passato e alle cose che ho fatto. Mi sembra ieri che ero una ragazzina e mi divertivo a prepararmi la sera per uscire con le mie amiche nelle calde serate d’estate... Cosa ho fatto negli ultimi 15 anni?? Il tempo è passato così infretta che quasi nemmeno me ne sono accorta!

Ieri sistemando un pò ho trovato un mio vecchio diario di 13 anni fa e rileggerlo non ha fatto altro che catapultarmi nell’estate ’97, quando avevo 17 anni... quanti ricordi, quante emozioni, quanti cambiamenti  che ho avuto in questi anni... Ragionavo proprio da ragazzina e credo di averlo fatto fino a poco tempo fa.

Girando le pagine sfogliavo la mia vita che scorreva davanti alla mia mante in quelle righe... episodi che avevo messo da parte, ma che in un attimo sono torate ad accendersi eprender vita, rivivendole dentro di me. La prima cosa che mi salta in mente è che avevo le idee molto confuse, mi accendevo in un attimo infatuandomi alla cieca di ragazzi “impossibili”... ma chi non l’ha fatto? Tutti pensieri ingenui di un’età difficile e critica.

Ero ancora felice in quel periodo, tutto doveva ancora succedere o stava inziando. Io vivevo ancora nel mio bel mondo delle favole, ma da lì a poco avrei inziato a fare i conti con la cruda realtà.

Quanti momenti spensierati, quante lacrime e sofferenze versate inutilmente e senza veri motivi... quanto vorrei poter tornare indietro per rivivere certi momenti con la maturità di ora!

Quanti ricordi di estati ognuno di noi si porta dentro? Magari sono solo ricordi confusi e senza senso, ma poi un piccolo particolare e via... si inizia a fantasticare ad occhi aperti e cominciano a venirci in mente cose che avevamo praticamente rimosso, ma che ora quasi per magia tornano e con loro pure un sacco di nostalgia...

Ricordo la prima bevuta “alla libertà”, durante le vacanze di Pasqua...Quando ogni scusa era un’occasione per brindare. Dove con 2 tazzine da caffè e il lettone di mezzo facevano da scenario ad una triste serata...  Credo che ad uno ad uno, abbiamo bevuto alla salute di tutti quelli che conoscevamo...Siamo riuscite a finirci in due una bottiglia di Vov e una di j.Daniels... e poi alla fine oltre a cercare di camminare dritta senza spaccare niente ho dovuto rimettere tutto a posto, spegnere la luce e mettermi nel letto... Ancora ora non mi spiego come ho fatto a non rompere la vetrinetta quando appoggiandoci sopra le bottiglie sono andata a fondo troppo forte... non capisco come ho fatto a trovare la forza di sentirti lamentare tutta notte e sbattere le mani alla testiera del letto... o ancora chi mi ha dato il coraggio di prendere le lenzuola sporghe ed appoggiarle in un angolo della stanza... Ma soprattutto, il meglio di me che ho tirato fuori il giorno dopo quando avevi lo stomaco bucato, le occhiaie ed un mal di testa incredibile, cercare di convencere la “Pennetta”, che a farti stare male era stata la pizzatta presa da Birilla....

E poi cos’è successo? Ci ritroviamo adesso, dopo quasi 15 anni... la descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano, perchè? Sarebbe bello ricostruire tutte le pagine della propria vita...

10/11/2010

Il CDA

A volte capita di fermarmi a pensare e  tirare un pò le somme sull’andamento di questa piccola società per azioni che ho dentro, indicendo tra me e me un bel CDA (consiglio di amministrazione) dove la presenza è inderogabile, il presidente è la mente, il vice il cuore e l’amministratore delegato o facente funzione il destino. Ordine del giorno il seguente: “Analizzare  il passato guardando al futuro”.

Solitamente le persone normali questa breve analisi sull’andamento la fanno in concomitanza con la fine e l’inizio del nuovo anno, proponendosi un sacco di interessanti aspettative per il nuovo anno che è alle porte e deve incominciare.

Io sicuramente non sono una persona normale, quindi ci arrivo sempre un attimo dopo perchè saranno le feste di Natale, sarà quell’aria di gioiosa e felicità che ci circonda, saranno gli impegni di correre a cercare gli ultimi regali, l’organizzarsi per il cenone, sarà il gelido freddo invernale che mi blocca l’attività celebrale, ma in quei giorni il mio cervello sembra non voler pensare al futuro...proprio non riesco a fare il punto della situazione...è più forte di me, mi viene proprio l’orticaria...

Sono un pò come come gli orientali, mi piace festeggiare il nuovo anno intorno a febbraio, quindi in concomitanza con il mio compleanno, forse perchè non c’è periodo migliore per tirare i remi in barca e pensare al vissuto in direzione del futuro al passare nuovamente dal “Via” con un anno in più.

E quindi,  diamo inizio alla riunione e cominciamo con l’analizzare i dati e procedendo secondo i punti:

 

Punto 1.       Consuntivo anno 2009: Bilancio della situazione.

Ho trent’anni compiuti da poco, nessun figlio, un sacco di errori alle spalle, scelte sbagliate o andate male che pesano e condizionano, un impegno idissolubile sciolto o quasi, uno stato mentale confuso, un mutuo di vent’un anni da pagare, un lavoro di dieci anni liquidato con otto mesi di disoccupazione ed integrato con un contratto a termine di un anno,  una casa da vendere svalutata con la crisi ed acquistata nel boom immobiliare, legami parentali invisibili e nella maggior parte delle ipotesi inesistenti,  una vita sociale interessante, ma clandestina.  

 

Punto 2.    Preventivo anno 2010 : Aspettative ed obiettivi.

Per per il futuro? Un grosso punto di domanda in fronte. Vivo alla giornata preoccupandomi di riuscire ad arrivare a sera possibilmente il meno stanca possibile!

Se qualche anno fa  avessi pensato a me oggi, mi sarei sicuramente vista felice, con un lavoro appagante, ma part-time, con una bella casetta su due piani ed una famiglia sana e divertente... mi sarei vista circondata dai cuoricini e vivendo tra le nuvole tipo famiglia del mulino bianco, dove il sogno continua anche dopo essersi svegliati e si prosegue nella favola.

Ci sono domande? .... anche per quest’anno il Consiglio è sciolto.

08/11/2010

L'ALBERO

Ho provato a scrivere di altro, di attualità, ma poi ogni volta mi ritrovo davanti ad un foglio bianco a scrivere di me, di quello che ho dentro, di quello che provo.

In questi giorni ho trovato una certa falicità a parlare con persone capaci di ascoltare, ho cercato di mettere a nudo le mie sensazioni per poi cercare di analizzare e di mettere al vaglio i miei sentimenti. Non ho ricavato molto, ma sicuramente ho capito che il tempo sta passando ed indietro non si può tornare.

Un giorno qualcuno mi ha detto che per capire la vita bisogna pensare ad un grande albero, dove per ogni ramo che si biforca si deve pensare ad una scelta che si è presa o da prendere, ed ogni foglia è una persona che abbiamo incontrato o che incontreremo...

Diverse volte ho pensato al mio albero. Nella mia mente è ben impresso: un albero grande, alto, che dia sicurezza e tranquillità guardandolo dal basso, tipo una grande quercia, dai colori sani e dal profumo di legno respirando profondamente. Pieno di rami e folto di foglie,  con qulche buco qui e li che al muoversi del vento lasciano trapassare scintillanti luccichii di sole innondando ed abbagliando di luce chi lo guarda...  Almeno questo credo sia l’effetto che faccio agli altri...

Ma com’è veramente il mio albero? Io mi sento una Betulla. Delicata, esile, elegante, leggera... dalla corteggia bianca con venature nere, differente da tutti gli altri alberi proprio per distinguermi dalla massa. I miei rami fini e lunghi, protesi verso l’alto sono simbolo della mia ricerca della perfezione senza mezze strade, in salita per darmi la voglia di continuare e di puntare in alto, di protendermi là dove le mani pur allungandomi non possono arrivare  arrivare, lasciando spazio solo alla mente. Dritti ed eretti proprio ad indicare la retta carreggiata da seguire e dalla quele non poter evadere. Rami lunghi e poco biforchi così come poche le scelte essenziali fatte e comunque che proseguono parallele alle altre...

Le foglie, ricche, piccole e fragili a ricoprire tutti i rami, simbolo di tanti amici e tante persone conoscenti che mi hanno accompagnato in questi anni e con le quali ho trascorso attimi di vita. Tanti mi sono ancora vicini e tanti si sono persi per strada. Molti se ne sono andati e non torneranno e cadendo sono andati ad alimentare il terreno ed a nutrire le radici della mia conoscenza... Altri, i migliori, quelli che hanno sofferto con me i momenti secchi dell’estate o le interperie dell’inverno, quelli che mi hanno protetto da agenti esterni e batteri cattivi, imperterriti rimarranno sempre ben saldi ai miei rami, nonostante le folate di vento delle avversità della vita e mi accompagneranno durante tutta la mia  esistenza.

Ed è proprio a loro che sto aprendo il mio cuore e scrivendo le pagine della mia vita.

04/11/2010

Gli Altri...

- Perchè scrivi? - E' questa principalmente la domanda che mi pongono gli altri. Difficile dover spiegare che a volte trovarsi di fronte ad uno sguardo insistente e bisognoso di risposte, può creare imbarazzo o semplicemente bloccare.

Spesso per parlare e riuscire ad aprirsi ci vogliono più di quei due minuti che gli altri possono dedicarti, ci vuole fiducia e stima reciproca, non ci si improvvisa amici in un attimo...

In questi anni ho capito che ci si può fidare di pochissime persone e spesso sono proprio quelle più lontane o impensabili a riuscire a darti consigli lucidi e distaccati dalla situazione. Spesso troppe parole non servono quando sono i fatti a parlare...

Ciò che più dispiace è proprio il sapere che basterebbe un niente, basterebbero un pò di umiltà e sincerità in più, senza troppe parole a semplificare il tutto... cose che gli altri difficilmente capiscono.

A volte è difficile identificare gli altri dalle persone vicine, perchè è facile nascondersi nella massa, insieme si è più forti e seguire una decisione presa da qualcunaltro è sicuramente più semplice e meno impegnativo, ma non sempre è la cosa giusta.

Io non faccio parte degli altri, io sono qui, la stessa che sono sempre stata, una dei pochi capace di pensare con la propria testa e se pur diffidente non falsa, non doppia... e sempre disponibile a tendere una mano. 

Basterebbe poco per lasciarsi gli altri alle spalle, si vive ugualmente, si lavora, ci si diverte e forse si vive di più!

02/11/2010

Il tornare...

In questo periodo, in quei pochi momenti di calma che la mia mente ha per riposare, mi sono messa a scrivere qualcosa che immancabilmente ha fatto tanto rumore per niente.

Non ho molto tempo libero e forse le ore non mi bastano mai, ma sto facendo in modo di concretizzare un progetto che mi trascino ormai da un’infinità e proprio mentre ci lavoro poi mi vengono innumerevoli nuove idee ed altrettanta voglia di riuscire a realizzare qualcosa.

Lo sbaglio che faccio è probabilmente di fermarmi a scrivere solo quando non posso proprio farne a meno, solo quando la testa sta esplodendo e le parole fuoriescono a fiumi, riuscendo poi ad afferrarne solo la metà e perdendo il resto.

Sto raccogliendo un pò di informazioni per iniziare a scrivere un nuovo racconto, questa volta qualcosa di speciale davvero, qualcosa che intrappoli il lettore e lo faccia tutt’uno con quello che sta leggendo... certo è difficile in un mondo dove si è visto e sentito molto, ma altrettanto è da raccontare.

Ci sono storie in cui non servono colpi di scena o effetti speciali per intrattenere l’attenzione di qualcuno. A volte basta solo aprirsi ed avere il coraggio di raccontarsi... io ultimamente ho fatto parlare solo il mio cuore, dimenticandomi di tutto quello che potevo offrire agli altri. Per una volta ho pensato esclusivamente a me.

Ho già perso un sacco di tempo e presto tuitto ricominciarà come prima, Le Terre di Giada torneranno ad essere quelle Terre ricche e fiorite di un tempo, dove chi vi entrava vi rimaneva rapito ed incantato trovando di tutto un pò, lasciando nel dimenticatoio questa terra arida, polverosa,  secca e desolata. Un pò come la primavera, che fa germogliare un ramo che è stato secco per troppo tempo durante i mesi freddi...

Torneranno ad esserci rubriche di racconti divertenti e soprattutto interessanti, curiosità e viaggi...  non mancheranno ricette appetitose e gustose..... e perchè no, magari ci sarà anche una rivisitazione dell’impaginazione. A volte i cambiamenti fanno bene!

Ovviamente in tutto questo non sarò da sola, ma supportata da tutti voi che mi siete sempre stati fedeli non abbandonandomi mai e continuando a visitare le mie Terre, sempre più numerosi.

01/11/2010

Scrivere...

Credo di aver avuto un dono, quello di dover comunicare agli altri qulcosa,trasmettere emozioni... Ho inziato attraverso le immagini, con l'arte, ma era troppo complicato e dispendioso di tempo, ma soprattutto mi innervosiva quando qualcosa che volevo rappresentare e che appariva limpido nella mia mente, poi non veniva come dicevo.

La vita è passata e le cose sono cambiate e con loro anche il mio modo di esprimermi... Ho capito che con le parole potevo conquistare il Mondo e tutto ciò che conteneva, ma per poi accorgermi che spesso non trovano l'effetto che avevo desiderato.

Ho cercato di "parlare" con gli occhi, con lo sguardo, perchè spesso i gesti fanno più rumore i mille parole gridate, ma non c'era cosa peggiore di qualcuno che non è capace di sentire...

Infine, ho capito che la cosa migliore fosse scrivere, proprio per poter regalare a chi davvero fosse interessato un momento di unicità e pieno d'intensità che ho dentro, con la speranza che possa far nascere in ognuno il desiderio e la voglia di raccontarsi, di raccontare attimi di vita che possano essere ricordati...

Scrivere è quindi la cosa che meglio so fare, scrivere è la mia arte, la poesia della mia mente ed il battito del mio cuore che suonavano insieme come una penna che danza e scivola su un foglio senza fermarsi mai...

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